Il 33 inaspettato nel titolo
Il 3 novembre, volutamente nel giorno del mio onomastico, ho annunciato alla mailinglist la nascita del mio libro “L’intermediario – uno scritto solo per me” , nel quale racconto di sincronie e coincidenze nella mia vita con Gustavo Adolfo Rol. Nel pomeriggio ho condiviso qui sul blog le prime riflessioni sul cammino che mi ha portato al perchè di questo “scritto solo per me”, che uscirà la settimana prossima, l’11 novembre.
Quando un’opera viene definitivamente editata si pensa che il processo di scoperta sia terminato, eppure come nell’esistenza, la regia invisibile continua a muoversi tra le righe, anche quando l’inchiostro è ormai definitivo sulla carta.
Ieri il 4 novembre, riguardando la copertina, mi sono soffermata a contare le lettere che compongono il titolo “L’intermediario – uno scritto solo per me”, e mi sono accorta che sono esattamente 33. Nel frattempo c’è stata una sincronia “non certo a caso”, perchè il mio cellulare ha squillato con un numero – di cui ho trovato traccia sul web – con il prefisso di Torino.

Il numero maestro 33 e il mio Sentiero di Vita
Nel libro, capitolo dedicato all’appendice numerologica, ho analizzato il 33 – definito un “numero maestro” dalla numerologia occidentale – che, nel calcolo della mia data di nascita, rappresenta il mio Sentiero di Vita prima di ridursi all’armonia del sei, che si allinea al mese di nascita di Rol.
Fino ad oggi avevo rintracciato tre elementi legati a questo numero, ovvero la mia data di nascita (la cui somma è appunto 33), i 33.333 giorni di vita terrena di Rol e i miei 33 anni e 3 mesi nel 1994, in quel momento del suo passaggio.
Scoprire che il titolo ha la stessa estensione testuale – 33 lettere – significa che l’opera stessa si è sintonizzata spontaneamente sulla frequenza del mio operare, come a voler confermare il percorso di questo scritto.
«Io con questo dimostro che esiste un nesso comune e costante fra tutte le cose avvenute che avvengono e a venire. Tutte le cose si mantengono indipendenti e nello stesso tempo dipendenti».
Gustavo Adolfo Rol – 23 maggio 1977

Il nesso comune fra tutte le cose: perché il “quarto 33” conta
Non potendo più inserire questo dettaglio nel libro devo assolutamente fissarlo qui, perché questo “quarto 33” rappresenta la materializzazione concreta di quel nesso comune che unisce ogni cosa. È per me il segno che il mio scritto non è soltanto un racconto, ma è diventato esso stesso parte integrante del disegno, un canale che vibra alla stessa frequenza della storia che racchiude.
Nel condividere questa scoperta avvenuta proprio in queste ore di attesa, il mio augurio più grande è che ciascuno possa iniziare a risvegliare il proprio ‘radar interiore’ per scorgere i fili invisibili che sostengono la propria storia personale.
Invito quindi a guardare con occhi nuovi le coincidenze che vi circondano, a contare i dettagli apparentemente casuali delle vostre giornate e a cercare quelle ricorrenze familiari che spesso consideriamo distrazioni, perché l’Universo ci parla continuamente attraverso segni costruiti appositamente per noi.

Gustavo Adolfo Rol in Liguria, verso la fine degli anni ’30
La telefonata da Torino e l’annuncio nautico del 16 luglio 2020
Riguardo il numero, a cui non ho risposto, l’ho cercato sul web e l’ho trovato su un annuncio nautico fatto da un privato sei anni fa.
Nella sincronia entra il fatto che Gustavo Rol, che abitava a Torino, trascorresse da decenni le stagioni invernali nella Riviera ligure di Ponente, o nel suo proseguimento in territorio francese.
POSTO BARCA – MARINA DI SAN LORENZO (IM)
Mt. 9.30 x 3.20 vicino Sanremo. Compreso di posto auto coperto. Prezzo trattabile Tel.: 011/3488984 cell.: 338/7583460 – 16 luglio 2020
AL LINK
Riguardo la data dell’annuncio: 16 luglio 2020
Nel 2020 sono iniziate in modo più evidente le mie sincronie con Gustavo Rol, e il “16 luglio” fa parte di una sua lettera dal contenuto fondamentale – scritta al fratello Carlo il 1 maggio 1951 – tratta dal libro “Io sono la grondaia”, Giunti 2000, che sul libro riporto integralmente:
(…) «La verità poggia, in miracoloso equilibrio, sulla linea retta che corre fra due punti perfettamente definiti: l’esistenza e l’eternità, a prova e riprova della inconsumabilità di Dio!
Altrove ho detto che nulla si distrugge ma tutto si accumula.
La mela che Sempronio mangiava il 16 luglio 1329, esiste tuttora, non meno di quando era attaccata ai rami dell’albero e prima ancora che l’albero esistesse né col 16 luglio 1329 la sua funzione venne a cessare, poiché nel tutto che si accumula, ogni cosa rimane operante, Dio e i Suoi pensieri essendo la medesima cosa e non potendo un aspetto separato di questa cosa modificare la natura della cosa stessa. Dio è eterno e inconsumabile, onnipotente e multiforme e noi, parte di Dio, siamo la stessa cosa che Dio». (…)