La memoria dei dettagli e il pudore del cuore

A volte ci sono cose che teniamo per noi per tanto tempo, anche per una forma di pudore, perché certi passaggi esistenziali sembrano troppo intimi per essere esposti allo sguardo altrui.
Per anni ho annotato nomi, date, intuizioni improvvise, ricerche nate da una curiosità sottile, ritagli e ricordi di famiglia che parevano rincorrersi e cercarsi a vicenda.

All’inizio non c’era alcun progetto e nessuna intenzione di farne un libro, sentivo solo il bisogno – per me naturale – di riflettere su quegli istanti, di analizzare coincidenze e corrispondenze per non disperdere la memoria di circostanze che vedevo collegarsi, giorno dopo giorno, all’interno di una mia personalissima mappa.

«Non esiste il caso. È tutto preordinato, chissà da quando, e le cose devono matematicamente coincidere».
Gustavo Adolfo Rol
(dal libro “Rol mi parla ancora” M. Luisa Giordano, Ed. Giunti 2004, p.34).

Quando gli indizi iniziano a dialogare

Poi, con il passare del tempo, quegli appunti sparsi hanno smesso di essere frammenti isolati e hanno iniziato a parlarsi, a tessere una trama coerente, orbitando con naturalezza attorno a una presenza che a Torino molti ricordano e che sempre più persone nel mondo stanno riscoprendo con gratitudine, quella di Gustavo Adolfo Rol, che ho iniziato a considerare come il mio “intermediario”.

È nato così, quasi per necessità dell’anima, uno scritto che ha trovato il suo equilibrio in due momenti distinti. Da una parte ventidue piccoli racconti vissuti in prima persona, dall’altra sette approfondimenti nati da archivi, documenti e temi apparentemente lontani, ma intimamente annodati alla visione e all’insegnamento di Rol.

Oltre la superficie la vita risponde

Non c’è alcuna teoria da dimostrare in tutto questo, né la pretesa di portare rivelazioni straordinarie.

Si tratta semplicemente della condivisione di una constatazione esistenziale, ed è che quando smettiamo di considerare la nostra quotidianità come una sequenza casuale di eventi e iniziamo a guardare oltre la superficie, la vita risponde.

Le giornate cominciano a mostrare “sottigliezze”, richiami e disegni nascosti capaci di rassicurare, di riaccendere l’entusiasmo e, soprattutto, di portare un profondo senso di consolazione e di pace.

«Il vero, identico al divino, non si lascia mai conoscere da noi direttamente, lo scorgiamo nel riflesso, nell’esempio, nel simbolo».
Johann Wolfgang Goethe

Fidarsi della regia invisibile

Ci accorgiamo allora che non siamo mai soli, che ogni distacco è solo temporaneo e che esiste un filo invisibile e luminoso pronto a ricordarci che tutto ha un senso, persino il silenzio tra un accadimento e l’altro.

Questo diario è stato, prima di ogni altra cosa, il mio modo per imparare a fidarmi di quella regia invisibile, uno spazio raccolto in cui fermarsi ad ascoltare, prima ancora che a raccontare.

«Dietro il mondo visibile vi è un mondo invisibile che si nasconde ai nostri sensi e al pensiero legato ad essi: l’uomo, sviluppando certe facoltà che dormono in lui, può penetrare in questo luogo nascosto. Ognuno di noi è un iniziato e possiede dentro di sé la chiave della conoscenza, la magia fa parte della vita di ognuno».
Gustavo Adolfo Rol
(dal libro “Rol mi parla ancora” M. Luisa Giordano, Ed. Giunti 2004, pp. 44-45).

Il portale dell’11.11

Il libro “L’intermediario – uno scritto solo per me” vedrà la luce nel portale 11 11 2026, per abbracciare e onorare la memoria di mia sorella Luisa (Lui Sa Nel Grande Disegno).

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