T-shirt per indossare e risuonare con il mantra Ho’oponopono

D Di giorno per uscire o di notte per dormire

le nostre T-shirt Ho’oponopono risuonano di pulizia

nel dentro e nel fuori!

 

Quando durante un seminario, e parlo di circa 25 anni fa, riuscii a riflettere sulla risonanza nel senso più ampio che avessi mai immaginato, mi si aprì un mondo.

Per me era ancora lontana l’epoca in cui capire qualcosa di me, constatavo che eravamo pochi ricercatori che ci incontravamo e riabbracciavamo con l’affetto di familiari dispersi, oltre che considerati strani esseri agli occhi di un mondo che faceva tutt’altro. Perché a trascorrere le ferie facendo corsi e seminari di crescita personale all’epoca eravamo in pochi e gli eventi, che quando andava bene erano sparsi in tutta la penisola, erano davvero molto costosi.

Quello che compresi allora in parte è ancora oggi troppo spesso sottovalutato, ossia porre attenzione alla risonanza delle parole che usiamo, alle canzoni che ascoltiamo, ai film e alle immagini che scegliamo e preferiamo, ai libri e alle riviste che leggiamo e che teniamo in casa, magari accanto al letto, luogo dove siamo particolarmente recettivi, mentre riposiamo in una stanza che dovremmo preservare e curare in modo speciale.

Ognuna delle scelte che decidiamo, fisiche e sottili, ha naturalmente una sua vita vibrazionale. Se è facile capirlo riguardo faccende concrete come gli abusi nutrizionali rimane più invisibile in quelle le abitudini che ci possono sembrare neutre o scollegate da un contesto.

Ma in realtà tutto è collegato e vibra, e questa vibrazione diventa onda di forma, ovvero una risonanza materiale e concreta. E forse questa è l’unica verità oggettiva che non ci può essere impedita ma solo nascosta.

Comprenderlo davanti a una evidenza particolare mi ha portato a una svolta comportamentale sulla quale fino ad allora non avevo riflettuto con sufficiente attenzione.

Più tardi scoprii anche gli esperimenti Masaru Emoto e le cose divennero ancora più chiare  – nel 2010 io e Sandro avemmo anche l’onore di conoscerlo, e di incontrarlo negli anni successivi – e anche per merito dei suoi studi nel frattempo la consapevolezza della risonanza vibrazionale aveva già informato il mondo intero.

 

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Ormai da molti anni la pratica quotidiana di Ho’oponopono ci ha insegnato sempre e innanzi tutto a pulire (e quando ci sembra utile a testare) per integrare tutte le conoscenze vibrazionali acquisite. In molti abbiamo capito quanto sia benefico l’utilizzo dell’acqua blu, ad esempio, che aumenta in modo significativo scrivendo parole amorevoli e positive sulla bottiglia. Lo stesso discorso lo si può applicare a tutto ciò che pensiamo, che diciamo, che preferiamo e che utilizziamo.

Quando l’esperimento che tra qualche riga racconterò andò sul pratico fu per tutti i partecipanti, un momento decisamente sorprendente se non addirittura impressionante.

Ricordo che eravamo in pochi, una decina e da subito fu come essere tra amici, come spesso accade in quegli eventi dove la parte teorica è minimale, mentre quella pratica ed esperienziale predomina e mescola da subito gli esseri, dando modo di interagire quasi immediatamente con tutti i partecipanti tramite esercizi, giochi e sperimentazioni.

L’insegnante era nuova in questo ruolo, lo disse lei stessa di perdonarla e aiutarla, ma in realtà era empatica, sensibile, volenterosa, disponibile e con quella purezza che è solo di chi è agli inizi, oppure dei grandi che sono e rimangono semplici proprio perché hanno il rispetto e l’umiltà di ‘non sapere’ e di non voler far credere di conoscere o poter condurre alla soglia dell’unica soluzione definitiva.

Maria, esperta in medicina cinese e fiori di Bach, ci accompagnò in quel week end interattivo con la leggerezza di una mamma, amorevole e presente, ma lasciando grande spazio alle nostre scoperte, sensazioni e alle intuizioni personali.

All’inizio del secondo giorno ci fece fare un esercizio per merito del quale ricordo come particolarmente speciale quel fine settimana dedicato alle tecniche vibrazionali.

Ciascuno scrisse delle parole su dei foglietti, dovevano essere sia  parole positive che negative, 2 di ciascun tipo. Mettemmo quindi tutti i foglietti piegati in 4, pertanto non leggibili, in una grande scatola. Con un esercizio casuale trovammo il nostro partner e ci si accordò per chi avrebbe iniziato l’esperimento prendendo il primo foglietto. Si doveva pescare casualmente – uno alla volta – i foglietti dal contenitore e semplicemente tenerlo nella mano chiusa. Il proprio compagno avrebbe testato tramite la chinesiologia per comprendere, e per far capire al partner e a tutti gli altri, se la parola nascosta fosse stata favorevole o controproducente.

Naturalmente nessuno poteva sapere che valenza avesse la parola nel segreto di un pugno chiuso.
In quell’occasione Maria ci insegnò due modi per interpretare chinesiologicamente l’energia: come testare la forza del braccio e la resistenza delle dita della mano libera del soggetto che avrebbe tenuto il bigliettino nella mano serrata.
La chinesiologia di base, quella spicciola per avere risposte immediate a dubbi e preferenze (io auto testandomi ho individuato  tanti anni fa una grave intolleranza ai latticini, risalendo a quali in particolare),  è una conoscenza alla portata di tutti, è semplice e utilizzabile da chiunque e ovunque.

Attraverso i test chinesiologici si riesce con facilità a interpretare le risposte subconscie a domande chiare, perché la forza o la debolezza muscolare rispondono in modo pressoché esatto praticamente a ogni quesito.

La faccenda particolare fu che il 99% delle risposte alla cieca risultarono esatte. Cioè praticamente tutti i foglietti erano stati interpretati correttamente nella loro positività o negatività, senza che nessuno sapesse o potesse sapere cosa ci fosse scritto, e senza domande, che sarebbero state comunque senza risposte, ma semplicemente saggiando la forza muscolare che quanto è tonica risponde come positivo, o la debolezza che denuncia una mancanza di energia ed quindi è associata al negativo.

Sicuramente Maria ci predispose al meglio, facendoci fare precedentemente una meditazione di rilassamento profondo e raccomandandoci di bere – perché gli impulsi elettrici che comandano la risposta muscolare corretta hanno bisogno di veicolarsi in un organismo idratato, e questo vale per entrambi i soggetti che fanno l’esperimento. E inoltre ci insegnò quali ‘scarichi’ fare se la risposta muscolare fosse stata incerta o ci poteva sembrare dubbia.

 

Da quel momento compresi l’importanza di riflettere ancora di più su quali termini usare, pur essendo per natura cauta e riflessiva, dove e a cosa indirizzare le mie preferenze, come poter verificare se quello che mangio, che penso o che indosso è buono ed è bene per me.

Perciò vogliamo portare il mantra Ho’oponopono indosso e per il mondo, per noi stessi e da oggi lo proponiamo anche a chi ama il nostro design.

E quindi ecco Ho’oponopono e il mantra su una scelta di magliette – per donna e per uomo – per poter risuonare nella pulizia delle parole e dei concetti di Ho’oponopono in ogni momento della giornata ma anche da usare come indumenti risonanti per la notte ed essere sempre abbracciati dalla pulizia.

 

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Perché queste parole che il dottor Ihaleakala Hew Len ci ha donato, chiamate anche ‘gocce di rugiada’, portano pulizia e tanta buona energia dentro e fuori vibrando di bene ovunque siano espresse o impresse.

Io e Sandro utilizziamo il mantra Ho’oponopono nella formula tradizionale che abbiamo chiamato ‘circolare’ perchè è abbinato a una respirazione nella sequenza che ci funziona di più, e inizia dal “Ti Amo”, perchè dopo tanti anni di pulizia abbiamo constatato che è la successione più morbida e meglio recepita, non solo dal nostro subconscio.

ll nostro mantra di pulizia Ho’oponopono inizia sempre n il “Ti Amo” (inspiro Amore) che apre all’accoglienza e alla disponibilità verso tutti e tutto, seguito da “Mi Dispiace” (espiro il dispiacere che ho provato e fatto provare) tramite il quale c’è l’ammissione per non ricordare sempre che siamo tutti irripetibili scintille divine in un percorso interconnesso.

Quindi “Perdonami” (inspiro il perdono, riempiendone ogni mia cellula) termine profondo e intenso che in questo punto lo percepiamo come la corretta conseguenza dei due passi precedenti, che onora e completa. Infine la chiusura del cerchio di pulizia con il “Grazie” (espiro la mia gratitudine e ne inondo l’intero creato), perché la gratitudine apre il cuore alla piena riconoscenza del Viaggio esistenziale che tutti stiamo compiendo, che è unico e irripetibile e pertanto preziosissimo in ogni suo momento, anche quando non ci sembra.

Ti Amo Mi Dispiace Perdonami Grazie

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